Giovanni Caramiello - Fantasie d'opera per arpa e pianoforte e arpa sola - Letizia Belmondo e Zsolt Czetner

L'arpa e il Regno di Napoli: un legame antico, che si può far risalire ad epoche ben precedenti l'introduzione in Italia dell'arpa a pedali. Una storia sempre in bilico fra tradizione popolare e colta, fra la strada e il teatro, fra la chiesa e il salotto, con connotazioni di grande permeabilità fra mondi musicali troppo spesso considerati separati e distinti. Concertista, insegnante e compositore, Giovanni Caramiello incarna la sintesi tra i due mondi musicali che permeano l'ambiente musicale napoletano. Fra le sue composizioni si trovano trascrizioni di pezzi clavicembalistici a scopo didattico, brani ispirati alle melodie di Gluck, Beethoven, Pergolesi, e fantasie per arpa, per due arpe o per arpa e pianoforte su temi tratti dal Barbiere di Siviglia di Rossini, dal Poliuto di Donizetti, dalla Norma e dalla Sonnambula di Bellini, da Don Carlos, Traviata, La forza del destino, Un ballo in maschera, Aida e Ernani di Verdi. Allo stesso tempo non mancano all'interno della sua produzione brani ispirati alla canzone popolare, come la sua Rimembranza di Napoli, che contiene i temi di Fenesta ca lucive e Santa Lucia, mentre la collezione intitolata Le serenate del Vesuvio è composta da «6 Melodie Popolari trascritte e variate per Arpa in forma di Studi»: Chelle che tu me dice di Guglielmo Cottrau, Le Stelle della Sera di Rossi, Fiore de Primavera di Teodoro Cottrau, Giulia gentil di Martelli, Bella Cate e la Canzone della Pulce di Ruta.

 

 

 

 

The harp and the Kingdom of Naples: an ancient bond that can be traced back to a period much before the introduction of the pedal harp in Italy. A history that was always poised between popular and cultivated tradition, between the streets and the theatres, between the churches and the drawing-rooms, and was characterised by a great mutual permeability of two musical worlds that, all too often, are regarded as separate and distinct. Giovanni Caramiello, who was a concert performer, teacher and composer, embodied a synthesis between the two musical worlds that imbued the Neapolitan musical circles. Among his compositions there were didactic transcriptions of harpsichord pieces, works inspired by the melodies of Gluck, Beethoven and Pergolesi, and fantasias for one or two harps, or for harp and piano, based on themes drawn from Rossinis Barbiere di Siviglia, Donizettis Poliuto, BelliniNorma and Sonnambula di Bellini, and Verdis Don Carlos, Traviata, La forza del destino, Un ballo in maschera, Aida and Ernani. He also composed several pieces inspired by popular songs, such as his Rimembranza di Napoli, which contains the themes of Fenesta ca lucive and Santa Lucia, while the collection titled Le serenate del Vesuvio is formed of 6 Popular Melodies transcribed and varied for the Harp in the form of Studies: Chelle che tu me dice, by Guglielmo Cottrau, Le Stelle della Sera, by Rossi, Fiore de Primavera, by Teodoro Cottrau, Giulia gentil, by Martelli, Bella Cate and Canzone della Pulce, by Ruta.